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Convegno Internazionale di Ayurveda alla Camera dei Deputati, intervento di Hari Simran SK

Lo scorso 28 novembre presso la Camera dei Deputati si è svolto il Convegno Internazionale di Medicina Ayuvedica. L’evento è stato organizzato dalla Dottoressa Daisy Chacko Chittarackal.

E’ stata la prima volta che le porte dell’Aula dei Gruppi Parlamentari si sono aperte per ospitare un evento dedicato alle cure alternative.

L’Ayurveda è al scienza della longevità che definisce il concetto di salute come uno stato di armonia del corpo, della mente e dello spirito. Praticata da circa un terzo della popolazione mondiale è riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che ha invitato i governi a integrare le medicine tradizionali e non convenzionali nei sistemi sanitari nazionali.

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On. F. Cicchitto, On. S. Baldelli, Dsa D: Chacko, Hari SImran SK

 

 

Durante lo svolgimento del Convegno sono intervenuti, portando la  loro personale esperienza, l’On. Fabrizio Cicchitto – Presidente della Commissione Esteri della Camera, l’On. Simone Baldelli – Vice Presidente della Camera, Prof. Ernesto Saiano – Consigliere di Stato .

 

 

 

 

 Molti i relatori che hanno presenziato il Convegno: Alberto Simone – Presidente dell’Associazione  Italiana Terapie Energetiche e  Complementari, Nunzio Lo Pizzo – Referente Nazionale del Settore  Olistico CSEN,  Giancarlo Miggiano – Insegnate di Yoga, Luigi Cretella, Carmine Gigante, Milvo Ferrara – Presidente Escogito, Roberto Bessi –  Produttore Cinematografico e Hari Simran SK – Fondatore del Metodo e  della Scuola di Sat Guru Charan.

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Di seguito la relazione di Hari Simran SK :

Sat Nam.

Volevo ringraziare per l’opportunità gli organizzatori dell’evento, soprattutto la Dott.ssa Daisy Chacko, la Camera dei Deputati, in particolar modo il Presidente della Commissione Affari Esteri, On. Cicchitto, i relatori e tutti i presenti.

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Hari Simran SK durante il suo intervento al convegno

Oggi siamo qui per cogliere l’opportunità di un incontro e confronto sul tema del benessere dell’essere umano, un benessere che sia in grado di favorire il suo rinnovamento nell’equilibrio di corpo, mente e spirito.

Abbiamo qui l’opportunità di avere relatori di metodi di cura tradizionali e millenari che si sono sviluppati in India, come l’Ayurveda e lo Yoga, e di metodi di cura che, pur riconoscendo le  proprie radici nel patrimonio di conoscenza che dall’India si è diffuso ampiamente in Occidente, hanno potuto e saputo integrare l’Ayurveda e altre perle di conoscenza indiane in metodi di cura in grado di offrire equilibrio, efficienza e consapevolezza. 

     

 Lasciatemi dire qualcosa della mia personale esperienza.   Sono un cittadino  italiano nato da  una   famiglia di  italiani che hanno visto nascere questa  democrazia e  questa nostra  Costituzione e ne sono stati entusiasti.  Hanno permesso che mi dedicassi a studi di arte  e  filosofia orientale e potessi  intraprendere un percorso  religioso diverso dal loro che fa di  me  un sikh.  Ho avuto l’onore di studiare per ventiquattro anni ai  piedi  di un Grande Maestro,   Siri Singh Sahib Yogi Bhajan, che mi ha guidato al fine di avvicinarmi di più a  quello  che  definirei un essere umano autentico e consapevole.

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Basandomi su un corpus d’insegnamenti che comprende l’Ayurveda e lo Yoga, ho fondato il metodo e la Scuola Sat Guru Charan. Si tratta di una forma di Riflessoterapia del piede.

Con ciò s’intende una forma terapeutica di massaggio che si occupa del malessere specifico e complessivo dell’individuo attraverso il massaggio del piede.  Nel piede infatti abbiamo una rete di punti e di aree che costituiscono tracciati di massaggio che, se stimolati adeguatamente, permettono di facilitare i processi  di recupero e rinnovamento e di riportare salute, equilibrio ed armonia nel corpo, nella mente e nello spirito.

Ciò che unisce i percorsi dell’Ayurveda, dello Yoga e della Scuola di Riflessoterapia Sat Guru Charan è sicuramente la conoscenza che fonde l’aspetto filosofico con quello terapeutico. Tale conoscenza s’immerge nello studio e nella comprensione dell’Universo, contemplandolo come un  insieme infinito in cui tutto si manifesta in un ciclo perenne di esistenza, morte e rinascita.

In questo modo individua due forze, che con la loro polarità si attraggono e si coinvolgono in un’unica e grande danza cosmica. Una danza che avviene in ciascuno di noi e in ciascuna relazione, e che pertanto rappresentiamo, insieme a ogni forma manifesta, all’interno della grande coreografia cosmica. La danza quindi diventa un susseguirsi di causa ed effetto, in cui ad ogni sequenza di azioni corrisponde una serie di conseguenze. Tuttavia, quello che sembra uno schema deterministico e completamente predefinito, in realtà contiene al suo interno una variante in grado di offrire il riscatto dalle conseguenze del passato: il modo con il quale viviamo ciò che stiamo vivendo.

Due cose dobbiamo comprendere. Quali saranno le conseguenze delle nostre azioni e il modo migliore per vivere ciò che stiamo vivendo. Quando noi non siamo  in  grado di agire secondo tale metodo ci  predisponiamo al   malessere e ci troviamo a  subire le conseguenze di una  mancanza di  efficienza, di soddisfazione e di  consapevolezza.  E data la sempre crescente complessità  della sfida esistenziale, questa impreparazione si   rivela sempre più fatale per la nostra salute,  serenità e   prosperità.   Si pensi   all’inquinamento che  negli ultimi cento anni ha coinvolto tutti e cinque i tattwa,   gli elementi costitutivi della natura: terra, acqua, fuoco,  aria ed etere. La terra è inquinata, lo è il mare, la pioggia e le falde acquifere, il globo subisce gli effetti devastanti del surriscaldamento e della diminuzione del naturale filtro ai raggi solari, l’aria è sempre più ovunque inquinata e infine l’etere è attraversato dalla più fitta rete di campi elettromagnetici mai vista prima, causata dallo sviluppo tecnologico moderno. 

Credo per questo che sia arrivato il momento della più ampia collaborazione tra tutti i metodi di cura qualificati ed efficaci, indipendentemente dal fatto che appartengano alla tradizione o all’innovazione, che si siano sviluppati in Occidente o in Oriente. La sfida a cui siamo chiamati per salvaguardare oggi la nostra salute complessiva non conosce più confini e riconosce invece che al problema comune dobbiamo rispondere con l’integrazione dei diversi metodi e approcci terapeutici. Ognuno sarà sicuramente in grado di offrire all’altro un valido contributo. Quando gli esseri umani si aiutano reciprocamente nel momento della difficoltà, non ci sono più barriere ideologiche, di fede, di razza, di ceto, di cultura e ci si può guardare negli occhi nel silenzio più ricco e significativo.

Pertanto, come dicevo, la realtà si trasforma e noi che ne siamo parte  vediamo bene che la guarigione non è mai definitiva, anzi, potremmo definirla come una pausa tra due guai. Una realtà sempre più complessa che rinnova la sfida e l’opportunità di essere vissuta, goduta e compresa. Questa realtà viene qualificata da tre caratteristiche o qualità che corrispondono a tre specifiche tendenze. In Ayurveda, nello Yoga e nel Sat Guru Charan chiamiamo queste tre qualità o tendenze i tre Guna: Tamas, Rajas e Sattwa. Tamas incarna quella forza che rallenta, che è inerzia e pesantezza, Rajas è dinamico, attivo, estroverso e veloce, Sattwa è neutro, distaccato, sottile. Non dobbiamo pensarli come una scala di valori ma come un tripode che per fornire appoggio al vaso deve essere saldo sui tre appoggi e coeso tra i sui tre elementi.

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Prof. Ernesto Saiano durante il suo intervento

I Guna costituiscono la natura originale e manifestano la mente universale. Da qui la Scuola indiana si lancia nel territorio della relazione tra mente universale e mente individuale, tra mente e materia, tra introspezione e socialità, tra espressione del potenziale creativo e trascendenza. Nel merito di questa riscoperta della bellezza dell’esistenza si è compresa e valorizzata la relazione tra essere umano e natura, intesa qui come insieme dei fenomeni e delle manifestazioni naturali.

La fitoterapia di tradizione indiana è qualcosa di straordinario e la sua efficacia, come ci viene tramandato dall’Ayurveda, risiede non solo nella conoscenza dell’ambiente naturale, ma anche nell’uso sapiente delle combinazioni tra diversi elementi e principi attivi, nei complessi metodi di produzione e nella coscienza e nel rispetto della natura che si traducono nei metodi di raccolta e nella catena di produzione.

Questi rimedi oltre ad utilizzare principi attivi di origine vegetale utilizzano anche minerali e oli e si presentano sotto diverse forme a seconda dell’utilizzo che se ne dovrà fare. Nel metodo Sat Guru Charan, essendo una forma di massaggio, utilizziamo soprattutto oli. Così come per i rimedi ayurvedici in genere anche gli oli hanno una loro caratteristica da cui dipende l’applicazione.  Tutti i rimedi ayurvedici sono classificati a seconda delle tre caratteristiche della costituzione individuale: i Dosha. Ognuno di noi, ogni benessere o malessere si riflette sull’equilibrio dei Dosha e viceversa ogni squilibrio nel rapporto tra i tre Dosha si manifesterà con una serie di sintomi. Attraverso i Dosha è già possibile individuare una diagnosi e il percorso terapeutico da seguire, nonché scegliere gli oli e il tipo di trattamento, i punti e i tracciati dei massaggi.

 Ma c’è un elemento, al di là di tutto ciò e di altro ancora   che si potrebbe aggiungere su questo meraviglioso argomento, che unisce l’Ayurveda, lo Yoga, il Sat Guru Charan e quei metodi naturali di cura che sono davvero efficaci. Un elemento che dà un senso al rapporto tra mente e materia e tra mente universale ed individuale, alle alternanze del processo esistenziale, alla fatica di ognuno di noi, a trovare una verità che non sia solo dogma ma anche saggezza derivata dall’esistere. Questo elemento è la meditazione. La meditazione non è un opzione ma un processo e un bisogno intrinseci all’essere umano. Un’azione che vivifica e qualifica l’azione stessa.

Per comprendere dobbiamo guardare con semplicità a noi stessi.   Tutti sappiamo che uno strumento, nel momento in in cui viene adoperato, è soggetto a un’usura ed ha quindi bisogno, per poter  offrire la stessa efficienza, di manutenzione.  Così quando questo  corpo è sporco lo laviamo e quando i nostri vestiti sono sporchi  usiamo un detergente e li laviamo. Ora c’è uno strumento che Tu  utilizzi tutti i giorni e tutte le notti: è la mente.  Chiediti per un           momento: cosa fai per pulire la tua mente?  E cosa utilizzi per  pulirla? La meditazione fa molte cose ma certamente la prima è così  vitale che senza di essa non c’è possibilità vera di equilibrio, di  rinnovamento e di benessere.

 La meditazione ripulisce le scorie mentali del tuo subconscio.  Prende  tutti quei pensieri frammentari e distruttivi, ossessivi e che hai  scartato ma non eliminato, e li elimina svuotando un subconscio/cestino che ti è utile perché può contenere temporaneamente gli scarti della mente, senza che tu li debba gettare sugli altri o contro te stesso. Come un cestino, infatti, il subconscio ti aiuta a raccogliere l’immondizia mentale che con la meditazione getterai nel cassonetto per il riciclaggio.

E’ una attività vitale per la tua intera salute. Nel nostro metodo di Sat Guru Charan ho enunciato il Principio creativo di eliminazione: se vuoi davvero accedere a uno stato di benessere devi comprendere cosa eliminare dalla tua esistenza. Ogni cosa deve essere integrata, ma l’equilibrio raggiunto non può rimanere statico. Deve prevalere il Flusso energetico infinito.

La meditazione infatti è la manutenzione della mente. E’ il processo di “detossinazione” della mente. La meditazione farà spazio nella tua mente e ti preparerà ad accogliere il nuovo. Anche un’acqua limpida quando ristagna diventa veleno. La meditazione fa sì che tu non rimanga attaccato al tuo benessere, che non può essere altro che temporaneo, né     al tuo malessere, così che possa lasciare spazio al rinnovamento.

Quando la mente è in equilibrio e non è appesantita da un subconscio pieno fino all’orlo, allora è disponibile all’ascolto. I medici ayurvedici, gli yogi, tutte le persone di conoscenza, sagge e consapevoli, per tramandarci i tesori che ancora custodiamo e condividiamo, hanno contemplato l’insieme dell’esistenza: ma per contenere l’insieme, la mente deve essere vasta e vuota. Per far sì che ciò si realizzi, è necessario facilitare il processo di pulizia e trasformazione della meditazione, così che possiamo essere pronti ad accogliere le opportunità della vita, ad ascoltare gli altri, a riconoscere il nostro essere e il nostro destino di felicità.

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Hari Simran con alcuni Terapeuti della Scuola SGC

Per un terapeuta di Sat Guru Charan la meditazione è la sua preparazione: si svuota delle tossine mentali e così facendo si prepara ad accogliere. Così la meditazione diventa ascolto e nell’ascolto c’è ogni ricchezza. La prima cosa che dobbiamo offrire a chi riceve il trattamento è proprio l’ascolto. E’ il nostro modo di accogliere. Lo stato meditativo dà al terapeuta di Sat Guru Charan presenza e tocco. Se non c’è presenza non funzionerà e se non funziona la presenza nulla funzionerà. La presenza di un essere umano è radianza e attenzione all’evento. Luce e attenzione devono essere nel tocco e guidarlo.

Esercitandoti in questo modo la tua mente diventa capace d’integrare tutti gli aspetti della tua personalità e di                     includere in questa integrazione l’esperienza del massaggio dei piedi. La tua mente diventerà neutrale e  libererà i tuoi pensieri dal ristagno che ti avvelena. Allora potremo scegliere intuitivamente le tecniche, le mappe dei  tracciati, così come i passi da compiere o le strade da intraprendere, allargheremo l’orizzonte e scopriremo che  c’è una stessa meta e infinite rotte.

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Sat Guru Charan significa mi inchino ai piedi della Vera Coscienza.

Il mio augurio quindi è che possiamo tutti riconoscere con gratitudine che la vita è un dono e l’opportunità migliore per ricordare la nostra vera identità e goderne come è giusto che sia, accettando malessere e benessere come il giorno e la notte, e comprendere che la bellezza è solo dell’imperfezione e che in ognuno è pronta a risplendere una luce di autenticità. 

Sat Nam

 

Video dell’intervento di Hari Simran SK

 

http://www.buonaseraroma.it/web2016/it/blog/adriano-di-benedetto/medicina-ayurvedica-alla-camera-dei-deputati-con-la-dssa-daisy-chacko-0      Link articolo sul convegno

 

http://www.raiplay.it/video/2016/11/Parlamento-Telegiornale-9a1d6b4e-6d86-4fed-950e-d64f0e647bb3.html    Link Rai TG Parlamento